Il Natale di Francesco

Giotto prende vita
per raccontare la nascita di Gesù

Dal 08.12.2020 al 06.01.2021

Il Natale di Francesco

Giotto prende vita
per raccontare la nascita di Gesù

Dal 08.12.2020 al 06.01.2021

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La Visione

San Francesco d'Assisi amava la festività del Natale sopra ogni altra festa perché il Figlio di Dio, Re della Gloria, veniva nel mondo. Veniva nel mondo a portare la Pace e la Presenza del Signore.
Con il Natale il Figlio di Dio si immerge nella nostra umanità e noi ci immergiamo nella sua presenza dolce, affabile e misericordiosa.
Carissimi e carissime Buon Natale!

Visione
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Il presepe

Il Presepe

Dire Francesco a Natale vuol dire Greccio, in ricordo di quando Francesco volle festeggiare il Natale in un castello in Valle Santa alle porte di Rieti, per ricordare come Dio avesse scelto di far nascere suo figlio tra i poveri, non per malasorte ma per scelta, in mezzo alla paglia col bue e con l’asino, con i pastori e le loro spose accorsi dai monti circostanti: non necessariamente gli ultimi della terra, ma i più sinceri sì, i più veri.

Presepe
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Il presepe di Francesco

La Basilica di Vetro

Le statue e le proiezioni degli affreschi di Giotto, presenti nella Basilica di San Francesco, portano luci e colori unendo tradizione e modernità con la visione francescana del Natale nella città del Santo d’Assisi.

di Vetro
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Perché la notte di Natale?

Perché la
Notte del Natale?

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L'Annunciazione
LA NOSTRA PREGHIERA LA NOSTRA PREGHIERA

IN CAMMINO, SOTTO
LA TUA PROTEZIONE

Sotto la tua protezione
cerchiamo rifugio,
santa Madre di Dio:
non disprezzare le suppliche
di noi che siamo nella prova,
ma liberaci da ogni pericolo,
o Vergine gloriosa e benedetta.

elemento

ANNUNCIAZIONE

Annun-
-ciazio
ne

elemento

LA NOSTRA PREGHIERA LA NOSTRA PREGHIERA

IL VERO SGUARDO DEL NATALE

Maria Madre di Gesù
dammi il tuo cuore
tanto bello puro immacolato
pieno d’amore e umiltà
così che possa ricevere Gesù…

elemento

Natività

Nati-
-vità

elemento

I mestieri

l’Iniziativa

Le immagini e le parole più intense, emozionanti, spero ascoltate, di questo terribile 2020 sono state quelle del messaggio di un uomo forte e gentile, solo nella notte sotto la pioggia, in una piazza S. Pietro deserta. Quell’invocazione rivolta al mondo da Papa Francesco: “Nessuno si salva da solo”.

Molte sono le cose da fare per dar seguito a quelle parole. A partire dalle comunità, chiamate a rinforzare i propri legami, non per escludere ma per aprirsi al diverso, al mondo, senza lasciare indietro nessuno. Un aiuto può venire dalle nostre tradizioni più radicate perché, per dirla con Mahler, “tradizione non è culto delle ceneri ma custodia del fuoco”. Tra le tradizioni che possono aiutarci nei momenti che stiamo attraversando, un ruolo importante può svolgerlo più che mai il presepe.

Si tratta di una tradizione che è diventata mondiale ma resta molto italiana, le cui origini da tutti viene fatta risalire al presepe voluto e realizzato da San Francesco nel Natale del 1223 a Greccio. Sono moltissime in tutta Italia le iniziative e le associazioni legate al presepe. Ed è anche nato, in molti territori, un saper fare artigianale che dà bellezza, calore ed anima ai presepi.

Nel piccolo, ma con la forza delle energie vere e buone raccolte sotto l’egida del Manifesto di Assisi, Fondazione Symbola, Confartigianato, Coldiretti, in collaborazione con l’Avvenire, a partire da quest’anno, vogliono portare un loro contributo, volto a far capire ancora meglio la straordinaria attualità e forza di questa narrazione gentile. Vogliamo ogni anno aggiungere un nuovo mestiere, una nuova attività, legata alla vita di tutti i giorni, per far capire che stiamo parlando non solo di un passato da ricordare, ma delle radici di un futuro possibile.

Non è un’idea di per sé originale, è già accaduto più volte: penso, ad esempio, alla presenza di figure della Protezione Civile nel presepe del Sacro Convento. Vogliamo però proporre un’iniziativa nazionale, aperta a tutti, rinnovata ogni anno. E quest’anno non potevamo che proporre, simbolicamente, un “mestiere” la cui importanza è oggi più evidente che mai. Per questo invieremo in tutt’Italia delle statuette di infermiera, a rappresentare tutto il mondo della sanità e della cura, in particolare dei più deboli. Nella convinzione che, come dice Papa Francesco che: “Per uscire da questa crisi, dobbiamo recuperare la consapevolezza che come popolo abbiamo un destino comune”. E il presepe ce lo ricorda.

Ermete RealacciPresidente Fondazione Symbola

  • Infermiera
    Mestieri
    Infermiera

    “Nessuno si salva da solo”. Mai come ora le parole di Papa Francesco sono uno specchio di questo periodo. Parole che si adattano al mestiere che vogliamo presentare quest’anno: quello dell’infermiera e dell’infermiere. Persone che si adoperano giorno e notte nel salvare i malati, nel sussurrare parole di conforto, mettendo la loro vita al servizio degli altri.

Le Statue
Annunciante
L'angelo
Annunciante

Nelle pagine iniziali del Vangelo di Luca, è narrato l’episodio della visita di un angelo a una vergine di Nazaret

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Annunciata
La Vergine
Annunciata

L’altra figura dell’Annunciazione è Maria di Nazaret, promessa sposa a un uomo chiamato Giuseppe. Il suo ruolo acquista importanza nel seguito del racconto di Luca

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Gesù
Maria con
Gesù

Di nuovo Maria, di solito rappresentata vicino a Gesù che dorme dentro a una mangiatoia o sopra la paglia tra un bue e un asinello.

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Pastori
I
Pastori

Non temete, ecco vi annunzio una gioia grande, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore

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E l’asino
Il Bue
E l’asino

Il bue e l’asino contendono a Maria la scena del Presepe. Ad Assisi Maria solleva il bimbo per poterlo guardare negli occhi e sorridergli beata

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Giuseppe
Giuseppe

Giuseppe ha le sembianze di un uomo anziano, con barba e capelli bianchi, che se ne stà seduto a terra pensieroso

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Balie
Le due
Balie

Il primissimo piano della Natività è occupato da due figure femminili, due balie che accudiscono il bambino appena nato.

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Angeli
Angeli

Sopra la capanna di Bethlehem Giotto dipinse quattordici angeli, cinque da un lato, nove dall’altro.

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Portano Doni
Donne Che
Portano Doni

Le due donne che portano doni – una vestita di bianco, l’altra di scuro - sono riprese dal quadro con la Visitazione alle pareti della chiesa.

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Soldati
Soldati

Due soldati col capo protetto da un elmetto, uno armato di scudo e lancia, l’altro di solo scudo, sono stati scelti per rappresentare il quadro con la strage degli innocenti.

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Infermiera
Mestieri
Infermiera

“Nessuno si salva da solo”. Mai come ora le parole di Papa Francesco sono uno specchio di questo periodo. Parole che si adattano al mestiere che vogliamo presentare quest’anno: quello dell’infermiera e dell’infermiere. Persone che si adoperano giorno e notte nel salvare i malati, nel sussurrare parole di conforto, mettendo la loro vita al servizio degli altri.

La Rassegna Stampa

La Repubblica
21.12

Assisi, il gioco di luci
che fa rivivere
gli affreschi di Giotto

Artribune
20.12

Natale ad Assisi
gli affreschi di Giotto prendono vita

Fondazione Crpg
17.12

Il Natale di Assisi:
gli affreschi di Giotto
in videoproiezione

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